martedì 12 agosto 2008

INCENDI DELLE STOPPIE: INUTILI E DANNOSI

Ogni anno, particolarmente in estate, in tutto il territorio provinciale (e anche nel nostro piccolo centro) divampano, innumerevoli, gli incendi delle stoppie.
Sicuramente un fenomeno che rispecchia un attaccamento a vecchie pratiche agrarie, i cui vantaggi sono del tutto nulli, mentre le conseguenze per il territorio sono ben evidenti e purtroppo gravi.
L'incendio delle stoppie, utilizzato per eliminare i residui della mietitura, viene ormai considerato anche da molti agricoltori una pratica più dannosa che utile al terreno. Negli ultimi anni la situazione incendi si è aggravata; la punta massima si è avuta nel 2007 quando vi furono vasti incendi che distrussero migliaia di ettari di bosco, soprattutto in aree protette come nel Parco nazionale del Gargano e nel Parco Regionale Bosco Incoronata.Il decreto del Presidente di Giunta Regionale n. 164 del 2008 ribadisce il grave pericolo di incendi su tutti i territori boscati, tra il 15 giugno ed il 15 settembre ma, nel contempo, autorizza alla bruciatura delle stoppie, purchè sia stata predisposta la fascia di difesa, larga almeno 10 metri, intorno a tutto il perimetro del campo laddove confinante con terreni boscati. Purtroppo questa disposizione rimane il più delle volte inapplicata e quindi anche quest'anno assistiamo al solito spettacolo di fuochi che divampano da ogni dove e che spessissimo si espandono alla vegetazione spontanea confinante.
Il danno ambientale non si produce solo se il fuoco si espande ad un bosco ma anche laddove vi sono piccole radure, macchie, pascoli arborati, oliveti, vigneti per non parlare poi delle tante specie di animali coinvolti: insetti, rettili, uccelli, piccoli mammiferi.Il danno arrecato coinvolge anche la componente paesaggistica, in un periodo che si vuole ideale per il turismo (quello del Gargano è solo un drammatico esempio).Non ultimo vi è un costo ed un impegno notevoli richiesti ai Vigili del Fuoco che in un territorio così vasto, sono coinvolti nello spegnimento di innumerevoli piccoli incendi che partono da stoppie e divampano poi lungo le strade o raggiungono i boschi.A fronte di una situazione disastrosa verifichiamo una scarsa attenzione degli organi deputati al controllo del territorio, mentre sarebbe auspicabile una sorveglianza attenta e rapidità di intervento, anche nell'applicazione delle sanzioni previste.Per quanto riguarda la Regione Puglia ci auguriamo che per l'anno prossimo si stabilisca, finalmente anche nella nostra regione, il divieto assoluto di bruciatura, come già avviene nella gran parte delle regioni italiane, in modo da rendere più semplice e concreta la tutela di biodiversità e paesaggio, ma anche a vantaggio dell'agricoltura.
Il nostro personale invito va invece agli agricoltori stornarellesi, ad evitare queste pratiche, sicuramente sbrigative ma allo stesso tempo dannose per il nostro ecosistema ed senza dubbio controproduttive, per ciò che attiene alla fertilità dei nostri terreni.

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