giovedì 24 luglio 2008

OPINIONI CANGIANTI

Il pensiero si evolve, continuamente. Quello che pensavi un attimo prima magari ora non è più. Ma ciò non è un male. Perché se cambi, vuol dire che hai assunto un’altra prospettiva. E hai collezionato tante prospettive. Quindi non vantarti di dire “l’ho sempre pensato”, perché vuol dire che non sei cresciuto mai.
C’è però al contempo, un detto che dice: “la matematica non è un opinione”, ce n’è un altro che afferma: “Esiste un punto matematico in cui tutte le opinioni, non importa quanto contraddittorie, si armonizzano”.

Dopo questa breve introduzione retorica, veniamo al punto.
Qualche mese fa, mentre noi parlavamo e sottolineavamo l’importanza della raccolta differenziata, molti tra governanti e non, si trattenevano a spiegarci come la politica della differenziazione dei rifiuti a Stornarella, fosse poco attuabile, o meglio NON CONVENIENTE.
Lo stesso ass. all’ambiente ci spiegava che, considerata l’esigua tariffa (tra le più basse della zona) che il comune di Stornarella versa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani nella discarica autorizzata, sarebbe stato a dir poco folle, poiché assolutamente sconveniente, investire denaro per la raccolta porta a porta o per potenziare la raccolta differenziata, che a suo dire rappresenterebbe una fonte di costo non indifferente per il nostro paesino.
A ciò noi controbattemmo che l’unico modo per abbattere i costi sarebbe stato quello di puntare all’aumento della percentuale dei rifiuti differenziati, ciò tramite un’oculata politica di sensibilizzazione e di predisposizione di servizi che possano rendere più agevole la divisione e lo smaltimento disgiunto dei rifiuti.
Ma anche a questa ipotesi trovammo opposizione. Infatti ci veniva confutato che, secondo delle accurate ricerche, aumentare la quantità di “differenziata” avrebbe significato per noi un aumento proporzionale dei costi, che comunque non sarebbero mai stati superati dai ricavi.
Insomma di punto in bianco veniva smentita una delle relazioni matematico-economiche più banali: è risaputo che in ogni ambito economico e industriale, aumentando la capacità produttiva, nel nostro caso la quantità di rifiuti differenziati, i costi medi unitari tendono man mano a diminuire poiché, è ovvio, i costi fissi vengo ripartiti su una quantità maggiore di prodotto.
Ma secondo queste “illustri ricerche” così non era.
A sentir ciò ci siamo chiesti:
Ma se è davvero così, come mai numerose città d’Italia hanno fatto della raccolta differenziata un business?
Come è possibile che il comune di Empoli con una percentuale di differenziazione del 65% riesca a guadagnare 9 mln di euro annui?
E poi, si può dire che ad oggi smaltire i rifiuti nella discarica autorizzata sia più vantaggioso, ma chi può assicurare che sarà sempre così?
Nella ragione Campania le spese per lo smaltimento degli RSU sono quadruplicate in meno di un anno, e se in quella zona d’Italia si soffre il problema rifiuti è soprattutto perché troppo spesso non si è stati lungimiranti, e si è affidata la scelta di differenziare o meno al buon gusto dei cittadini.

Questo quanto appreso e constatato un paio di mesi fa.
Tuttavia siamo rimasti stupiti e meravigliati, quando, durante la serata canora del 22 Luglio, veniva sbandierato il motto “impariamo a differenziare”, e veniva sottolineato che aumentando la quantità totale dei rifiuti differenziati avremmo potuto sostenere l’onere delle spese connesse alla raccolta.
Tutto ad un tratto la differenziazione, per stile o per moda, era ritornata vantaggiosa, e la famosa legge matematica di cui prima abbiamo parlato, era ritornata valida.
Al che ci chiediamo: che fine hanno fatto quelle famose ricerche che sconsigliavano di investire sulla raccolta differenziata?
Quindi ci auguriamo che gli slogan citati l’altro ieri siano davvero sentiti e voluti, e che non siano solamente un’opinione di facciata per farsi belli davanti ai cittadini.
La gente è abbastanza stanca delle belle parole e dei buoni propositi, quindi se davvero si crede in ciò che si dice, che si passi ai fatti; e se poi non è così, bè che dire… nulla di nuovo!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Io a volte penso:
come è possibile che a Stornarella non si riesca ad indurre la politica della raccolta differienzata.
Sapete che molte persone si meravigliano che altri loro conterranei facciano la raccolta differenziata, ed addirittura non sanno cosa sono quei raccoglitori di forma a campana posizionati nel paese.
Ora tenedo presente che:
non possono essere delle forme artistiche contemporanee,
che di solito sono posizionate vicino ai raccoglitori dei rifiuti solidi urbani,
che dulla plancia vi è scritto vetro!
resta, per forza di cose, che servano per la differenziata!
Questo è il punto di partenza di Stornarella, speriamo che il punto di arrivo sia la differenziazione consapevole dei rifiuti.

Ciao

Anonimo ha detto...

grande Sasà, fa spavent!!!

Anonimo ha detto...

grande Sasà, fa spavent!!!