martedì 6 maggio 2008

NICOLA TOMMASOLI DEVE VIVERE!

Un monito contro qualunque deriva antidemocratica
Un giovane ragazzo è morto nell'ospedale di Borgo Trento. Si chiamava Nicola Tommasoli. È morto non per un incidente stradale, non per un male incurabile. Un giovane amico è morto solo perché la pensava in modo differente da qualcun altro, perchè vestiva in modo diverso. È stato ucciso da un gruppo di neofascisti lo scorso primo maggio, a Verona.
Tre dei cinque aggressori, subito arrestati, sono giovani, di buona famiglia, frequentano la curva sud del Bentegodi e, saltuariamente, hanno partecipato a manifestazioni di estrema destra. Mentre gli altri due, arrestati in seguito, dopo aver vanamente cercato di fuggire, Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20, promoter finanziario, sono gia' stati interrogati nella notte dal pm, hanno ammesso tutte le loro responsabilita' e sono stati accusati di lesioni gravissime.Gli aggressori farebbero parte di un gruppo di giovani di estrema destra, molti dei quali ultrà del Verona (una delle tifoserie considerate a più alto rischio), il cui obiettivo era la "caccia al diverso". Nell'indagine chiusa un anno fa dalla Digos scaligera, che ha portato alla denuncia di 17 ragazzi tra i 17 e i 25 anni, e' infatti emerso che le vittime della banda non erano solo extracomunitari ma tutti coloro che in qualche modo venivano visti come non omologabili con le loro idee.
Ancora una volta una giovane vita è stata stroncata poiché troppo spesso l’ignoranza viene colmata con la violenza. E questo non solo a Verona ma dappertutto. Spesso la convivenza civile e democratica diviene difficile a tal punto che, chi non ha argomentazioni, cerca di colmare questo gap con i soprusi e la violenza.
A Verona, in Italia, a Stornarella, si assiste ad una progressiva degenerazione del concetto di democrazia, che scaturisce nell’odio del diverso. Che sia straniero o avversario politico.
A tutto ciò non è estraneo il fatto che chi dovrebbe rappresentare i cittadini, negli ultimi tempi ha lanciato campagne securitarie e discriminatorie nei confronti degli immigrati e dei diversi. È opportuno che questi ragionino sugli effetti della loro propaganda e della loro azione. Basti pensare che mesi fa il sindaco leghista di Verona Tosi prendeva parte ad una manifestazione di estrema destra, culminata con il pestaggio di due militari che avevano come unica colpa quella di essere meridionali. Allo stesso tempo anche nel nostro piccolo contesto c'è chi, tra gli esponenti della destra, ama farsi chiamare "black heart" (cuore nero) proprio come avviene per i naziskin che si stanno costituendo in varie zone d'Italia, in particolare nel nord-est. A tal proposito è stato da poco girato un film dcumentario da parte dell'autore Claudio Lazzaro, in cui egli descrive il contagio fascista tra i giovani italiani, insomma un film nel quale cerca di descrivere quali sono le radici ed i motivi della nascita dei "cuori neri" e su quali basi poggia la loro battaglia. Le immagini riguardano il raduno annuale di Forza Nuova, tenutosi a Marta (Viterbo) nel 2006, a cui parteciparono bande di “rock fascista”. Il documentario mostra anche immagini della manifestazione del centrodestra del 2 dicembre 2006 contro Prodi (dove tra gli oratori c’era Luca Romagnoli, leader della Fiamma Tricolore, oggi alleato de La Destra di Storace) e dell’assassinio del poliziotto Filippo Raciti durante i disordini seguiti al derby Catania-Palermo. Emerge una realtà agghiacciante con ideali che parlano di supremazia di un popolo rispetto ad un altro, di imbastardimento della razza, e di revisionismo di alcuni fatti storici, percui si arriva addirittura a rinnegare le vittime dell'olocausto.
Quindi, in base a quanto detto, prima che sia troppo tardi sarebbe bene che le destre populiste aprissero una riflessione sui frutti della loro propaganda.
Questo è quello che cercavamo di spiegare ai nostri cari amici della Destra stornarellese. Per questo abbiamo chiamato in causa gli articoli della nostra costituzione, tanto per ricordare che l'ordinamento costituzionale della nostra repubblica viene al di sopra di qualunque credo o ideologia, soprattutto quando queste portano a conseguenze degradanti come in questo caso.
Tuttavia le forze di destra del nostro Paese non solo rimangono indifferenti a questi episodi, ma addirittura tendono a minimizzarle, è il caso dell'on. Mantovano (AN), che in una trasmissione televisiva su Rai 3, cerca in tutti i modi di far credere alla gente che il problema non esiste e che tutto è stato strumentalizzato. Bè l'on. dovrebbe però ricordare che qui non parliamo di qualche episodio isolato, parliamo di un ragazzo che è morto, e di altre 12 aggrssioni di stampo neo-fascista che si sono verificate solo a Verona nell'ultimo anno.
La morte di questo giovane compagno deve servire da monito. Deve far capire, a coloro che credono nei valori dell’uguaglianza e della libertà, che bisogna ribellarsi a questa deriva antidemocratica.

Ma nelle ultime ore il caso ha assunto un rilievo nazionale, con una polemica politica nata dalle dichiarazioni del presidente della Camera Gianfranco Fini.
Ma andiamo per ordine, devo ammettere che inizialmente il discorso di Fini alla Camera mi aveva persino convinto. Un post-fascista divenuto democratico, che difendeva la democrazia e lo stato di diritto, difendeva il 25 Aprile, riconosceva il valore e le origini storiche della Costituzione. Tutto mi aveva fatto pensare che ormai il vecchio MSI avesse lasciato posto ad un partito conservatore, serio e moderato, per l'appunto AN.
Manco a dirlo. Fini a Porta a Porta si lascia scappare un’affermazione inverosimile: egli dice che condanna senza appello i fatti di Verona (definendo bestie, cialtroni, teppisti gli autori dell’omicidio di Nicola Tommasoli ) ma ritiene più gravi i fatti di Torino, dove in occasione della “fiera del libro” sono state bruciate bandiere israeliane e statunitensi.
Ebbene non ci sono dubbi che bruciare in piazza bandiere di uno stato estero sia un atto vergognoso, degno solo di gente meschina ed intollerante. In tal senso non vi è alcuna scusante. Tuttavia è pur vero che non si può paragonare un simile gesto ad un omicidio. Aldilà del fatto che la vita umana ha un valore incommensurabile, e mi riferisco a qualunque vita umana, le parole di Fini potrebbero farci pensare che tutti i passi compiuti dal leader di AN in questi anni (ripudio del Fascismo, visita in Israele, etc) siano stati semplici episodi di facciata.
Speriamo di esserci sbagliati, e che quello di Fini sia stato solo un brutto incidente di percorso. Però, sono di pochi giorni le immagini, in Campidoglio, a Roma, di braccia levate nel saluto romano, croci celtiche, scritte con caratteri fascisti. Adesso questo tragico episodio.
Inoltre proprio qualche giorno fa è apparso sul quotidiano inglese ’”The Indipendent”, un articolo in cui l’Italia veniva definito un Paese “fascista, xenofobo e razzista” alla luce delle ultime elezioni che hanno visto l’affermazione della Lega, l’elezione di Fini alla presidenza della Camera, e l’elezione di Alemanno a sindaco di Roma. Addirittura la famosa testata d’oltre Manica ripercorreva il passato del sindaco romano, “impegnato nell’estrema destra fin da giovane” e “pratico nell’uso delle molotov”.
In questa nostra povera e sciagurata Italia ci mancava solo questa triste, tristissima deriva neo-fascista. Allora si, è proprio vero: NON CI RESTA CHE PIANGERE.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Egregi signori di Vox Populi.Come al solito siete bravissimi a rigirare la frittata e a spiegare i fatti a modo vostro.Vorrei ricordarvi che il presidente G.FINI a Porta a Porta è stato molto cauto nell'esprimere il suo pensiero proprio per non generare equivoci.Infatti ha detto che i fatti di Torino sono piu preoccupanti di quello di Verona solo perchè hanno una maggiore valenza politica,nel senso che mentre l'omicidio di Verona(che lui ha condannato molto duramente)è riconducibile ad un gruppo di ignobili ragazzi violenti che si nascondono dietro l'ideologia solo per fare branco (tantè che hanno ucciso il povero Nicola solo perchè ha negato una sigaretta e non perchè era diverso)l'episodio di Torino dimostra che esistono delle sacche di antisemitismo costituite da gruppi organizzati capaci di impedire al presidente della repubblica di aprire la fiera in un clima di serenità.Solo questo,e invece voi siete subito pronti a capire quello che volete e mettere in bocca alla gente parole che non ha mai pronuciato.Daltronde vi capisco.Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.E comunque se credete che i due fatti di cui sopra non si possano paragonare abbiate un po di coerenza e un minimo di onestà intellettuale per non farlo anche con l'episodio di Stornarella.Tra l'altro non credo che alla luce del risultato elettorale l'Italia si possa definire un paese xenofobo e razzista,perchè le posizioni di Fini e Alemanno non sono di ostilità verso gli stranieri ma solo di maggior controllo verso l'immigrazione clandestina e la criminalità che spesso questa genera.Vi invito inoltre a scavare nel passato del candidato sindaco di Roma(oopps:ex candidato)F.Rutelli,impegnato nell'estrema sinistra fin da giovane e pratico nell'uso delle droghe.(Nel 1983 fu arrestato per possesso di stupefacenti nel corso di una violenta maniestazione)

Anonimo ha detto...

Io invece, volevo farvi un applauso in quanto le vostre intenzioni sono, come al solito, chiarissime. Infatti, avete sbattuto un fatto che riguarda la città di Verona nella sezione Stornarella, con il preciso scopo di paragonare i ragazzi di "La destra" di Stornarella a quegli sciocchi che si sono resi protagonisti di un gesto tanto esecrabile. Perchè non siete nessuno e non rappresentate nessuno, neanche le vostre famiglie. Voi siete solo persone pericolose, perchè non avete una visione obiettiva della vita, ma delle cose mostrate solo quello che vi fa più comodo.

Anonimo ha detto...

Ma come vi permettete a fare certi paragoni (anche gravi e diffamanti,visto che paragonate una persona a un naziskin)solo per un nick ?Informatevi prima di parlare,soprattutto quando si tratta di gente di Stornarella!!!!!

Anonimo ha detto...

Ci eravamo ripromessi di non entare più nel merito di questa diatriba perchè si è perso lo spirito per cui il confronto era nato. Comunque ci teniamo solo a precisare che non è nel nostro interesse fare alcun paragone. Abbiamo espresso solo un dato di fatto derivante dal semplice fatto che la persona in questione ha effettivamente questo nick. Poi nessuno ha detto che avere quel nickname significa essere naziskin. Nessuno ha mai dato giudizi sulla persona. Nessuno si sognerà mai di fare delle accuse del genere soprattutto alla luce del fatte che questo ragazzo lo conosciamo benissimo, la nostra critica è nata solo sulla base di un nome che noi riteniamo inopportuno, alla luce del fatto che spesso va ad identificare certi gruppi estremi, che oggi si sono resi protagonisti della cronaca italiana. Non abbiamo detto nulla di tanto ingiurioso e diffamante se non la critica mossa ad un nickname. Questo credo sia chiaro, anche perchè nulla, nella vita reale, rende questa persona avvicinabile a quei modi di fare.
Qunidi Vi invito a rileggere in modo più accurato il post in modo da non cadere in questi equivoci.

Anonimo ha detto...

Mi ero ripromesso di non postare su questo blog, perchè non volevo alimentare discussioni, linfa vitale per un sito di questo tipo, su questo spazio.Ma, visto che non ho ancora trovato il senso di questa diatriba, che a detta di qualcuno si è già perso (ma c'è mai stato?), rompo la promessa, posto e rispondo a chi lancia la pietra e nasconde la mano.
Avete detto, cito testualmente:"...nel nostro piccolo contesto c'è chi, tra gli esponenti della destra, ama farsi chiamare "black heart" (cuore nero) proprio come avviene per i naziskin.."
Ho cercato ovunque qualcosa che accosti il nick "BLACK HEART", agli skin o ai naziskin. Niente di niente, solo etichette discografiche, cover band e gruppi indie. Se invece voi ci siete riusciti,mi passereste il materiale per cortesia?
Ovviamente, avete ritrattato:"...la nostra critica è nata solo sulla base di un nome che noi riteniamo inopportuno..."
Poi non lamentatevi, se non vi stimiamo e se per strada vi salutiamo di malavoglia, cosa che ci accomuna a gran parte della popolazione, a detta di uno di voi (con tono orgoglioso tra l'altro).

A titolo informativo: esistono gli skin di destra(naziskin), skin di sinistra (redskin), skin apolitici (skin e basta,gli originali per intenderci) e, strano ma vero,skin gay (non so come si facciano chiamare,ma da quello che ho sentito dire in giro, menano pure questi). Che hanno in comune? Ovviamente, la testa rasata (skin, significa pelle), i modi non proprio cortesi,la passione per la birra e quella per un particolare tipo di musica, detta punk - oi. La loro uniforme è praticamente uguale per tutti: bomber nero o blu, jeans con i risvolti , bretelle e anfibi. Cosa li distingue, gli uni dagli altri? Oltre alle idee politiche, che non è possibile conoscere a prima vista, ovviamente, un modo per distinguere i vari gruppi di skin a colpo d'occhio è questo:guardare loro i lacci degli anfibi.
Perchè,a colore diverso, corrisponde skin diverso.
Nero o bianco per i nazi, rosso per i red, rosa per i gay e tutti gli altri colori per gli apolitici.
Quindi, cari miei, la violenza usata in politica non ha colore. E ringraziate di vivere in un paese, Stornarella, dove, chi la pensa in maniera diversa spesso va a mangiare insieme, invece di inventarvi situazioni che non esistono.
Se poi le rimpiangete, potreste sempre andare in città dove queste cose succedono davvero, no?

Anonimo ha detto...

Cito testuali parole :"...nel nostro piccolo contesto c'è chi, tra gli esponenti della destra, ama farsi chiamare "black heart" (cuore nero) proprio come avviene per i naziskin.."...se questo non è paragonare,allora...che cos'è?