
Raccolgo l’interessante spunto offerto dal consigliere provinciale Massimo Colia in un commento al post del 14 Maggio.
Egli ha parlato, di democrazia partecipata, della cosiddetta democrazia dal basso, ossia di quel disegno politico che parta dalla gente, dai semplici cittadini stornarellesi. Ha parlato di una politica che tenga conto delle esigenze e si ponga il compito di dare delle risposte ai problemi che i cittadini affrontano nella quotidianità.
Ebbene il suo chiaro riferimento è quello ad un sistema governativo che sta conoscendo una larga diffusione anche in Italia negli ultimi anni. Si tratta del c.d. Bilancio Partecipativo.
Il Bilancio Partecipativo o partecipato è una forma di partecipazione diretta dei cittadini alla vita politica della propria città, ecco perché viene considerato come la più chiara espressione della democrazia diretta.
È utile e convenevole partire dalle origine storiche di questo concetto. L'esperienza più celebre di bilancio partecipativo si è avuta a Porto Alegre (Brasile), città di 1,3 milioni di abitanti. L'esperienza di Porto Alegre ha avuto inizio nel 1989. Il fine era quello di permettere ai cittadini di partecipare attivamente allo sviluppo ed alla elaborazione della politica municipale.
Come funziona?
La partecipazione dei cittadini si esplicita innanzitutto su base territoriale: la città viene divisa in circoscrizioni o, nel caso di città dalle dimensioni più esigue, in quartieri.
Dopodichè vengono annualmente pianificate ed allestite delle riunioni pubbliche, nel corso delle quali la popolazione di ciascuna circoscrizione è invitata a precisare i suoi bisogni e a stabilire delle priorità in relazione ai vari settori amministrativi (lavori pubblici, ambiente, educazione, sport e spettacolo...).
A questo si aggiunge una partecipazione complementare organizzata su base tematica, attraverso il coinvolgimento di categorie professionali o lavorative (sindacati, associazioni, imprese, studenti..). 
In tal modo chi governa può ottenere una visione globale della città cercando di raccogliere tutte le istanze provenienti da tutti i ceti ed i settori produttivi.
Il tutto si accompagna alla costante presenza di un rappresentante dell’amministrazione comunale a tutte le riunioni circoscrizionali e a quelle tematiche. Egli avrà il computo di fornire le informazioni tecniche, legali, finanziarie e di fare delle proposte, attento, però, a non influenzare le decisioni dei partecipanti alle riunioni. Ovviamente sarà suo compito quello di evidenziare le eventuali incompatibilità di alcune richieste.
Alla fine ogni gruppo territoriale o tematico presenta le sue priorità all'Ufficio di pianificazione, che stila un progetto di bilancio, che tenga conto delle priorità indicate dai gruppi territoriali o tematici. Il Bilancio viene alla fine approvato dal Consiglio comunale. Sta di fatto perciò che gli amministratori divengono veri e propri esecutori della volontà popolare.
Inoltre nel corso dell'anno, attraverso apposite riunioni, la cittadinanza che aveva partecipato all’implementazione del bilancio partecipativo, valuterà la realizzazione dei lavori e dei servizi prestabiliti nell'anno precedente. In tal modo potrà verificare in prima persona che quanto espresso dalle proprie istanze, venga di fatto reso operativo.
È evidente che le amministrazioni comunali, avranno comunque dei vincoli di bilancio che sono tenuti a rispettare per legge, ed ecco che questo progetto non influirà su tutto il bilancio comunale (è evidente che affermare il contrario sarebbe pura utopia), ma si potrebbe iniziare riconoscendo, alle proposte avanzate dai gruppi di cittadini, la possibilità di incidere su una certa percentuale del Bilancio comunale, ad esempio si potrebbe iniziare da una percentuale attestata intorno al 15-20% per poi cercare di aumentare gradualmente.
In Italia, il Bilancio partecipato ha visto una decisa diffusione, soprattutto nei comuni dell'Italia centrale, a partire dalla fine degli anni '90.
I dati sono davvero entusiasmanti. Infatti le percentuali di crescita nelle città che lo hanno adottato è sicuramente rassicurante. Tuttavia ciò che maggiormente rende questo strumento efficace, è la crescita del tasso di soddisfazione dei cittadini, che in primis possono effettivamente vedere realizzate le opere di cui hanno bisogno, ma in secondo luogo, non è trascurabile il fatto che essi, sentendosi artefici delle scelte governative, acquistino un maggior senso civico, a vantaggio di tutta la collettività.
È innegabile che la buona riuscita di questo strumento necessiti di una certa stabilità politico-amministrativa e di una volontà di coinvolgimento che va ben oltre gli attori politici.
È indispensabile, tuttavia, che il cittadino venga immerso nell’ottica della democrazia partecipata, in caso contrario qualunque tentativo in questa direzione sarebbe praticamente vano.
Ecco perché, crediamo che questa possa essere una proposta sicuramente molto interessante, su cui indubbiamente bisogna che si inizi a lavorare fina da subito. Sarebbe importante che nelle prossime elezioni comunali, chi si candiderà alla guida del paese, possa farsi artefice di questa interessante innovazione.
Tuttavia è necessario che chi crede nella possibilità di dare una svolta “dal basso” alla politica nostrana, e chi crede effettivamente in quanto descritto, debba cominciare a rimboccarsi le maniche, affinché i potenziali attori di questo progetto, quindi i cittadini, possano comprenderne il funzionamento ed i giovamenti
Da parte nostra, continueremo ad impegnarci nell’opera di promozione del sistema partecipativo, sperando, ovviamente nell’apporto vitale delle forze politiche e non, di Stornarella.
Vox Populi crede vivamente in questo nuovo modello amministrativo.
Concludiamo con una celebre fase del signor G (Giorgio Gaber) in cui egli affermava, escludendo le altre possibili accezioni del termine: “libertà è partecipazione”.
Quale miglior avallo alla nostra tesi?
Intanto proponiamo a Voi lettori questo interessante link, in cui potrete trovare tutte le informazioni riguardanti il funzionamento del bilancio partecipativo della città di Modena, che ormai da qualche anno utilizza tale strumento, rivelatosi assai efficiente e proficuo.
http://www.comune.modena.it/bilanciopartecipativo/
domenico farina
3 commenti:
Caro Domenico è proprio quello che intendevo. Ritengo che da subito dovremo discuterne e fare incontri mirati per dare il tempo a tutti di capire il sistema del bilancio partecipato. Solo così l'elettore, nella prossima tornata elettorale amministrativa,potrà essere consapevole della sua scelta.
MASSIMO COLIA
Sicuramente avremo modo di parlare e di approfondire la questione, l'obiettivo è quello fi far capire alla gente quali sono i pressupposti e quali i giovamenti che tale strumento può apportare.
Comunque volevo ringraziarti perchè hai sicuramente offerto uno spunto di riflessione ammirevole. Proprio per questa finalità è nato questo blog, quella di dare voce a tutti e di creare un confronto, un forum di dialogo aperto e plurale.
Questa è la dimostrazione che, se utlizzato in modo appropriato (come da te Massimo,) i frutti non possono che essere positivi.
davvero una politica nuova quella fatta dai dirigenti dell'idv, questo signifiva innorave la politica! continuate così i frutti si inziano a vedere, bravi ragazzi.
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