In un paese che sembra inesorabilmente avviato sulla via del declino. Dove ogni anno la fuga delle menti giovanili non fa altro che accrescere ed amplificare oltremodo lo stato di abiezione e apatia di cui soffriamo ormai cronicamente, esistono ancora uomini che impegnano il loro tempo e la loro volontà costante e risoluta in qualcosa che ormai in troppi stiamo ignorando, e che comunemente si definisce impegno civico.
Quando per la prima volta, assieme ad altri giovani accomunati dai miei stessi interessi e dalle mie stesse passioni, decidemmo di intraprendere un percorso comune per la rivalutazione del nostro territorio, per offrire un servizio ai cittadini, ci sentivamo accomunati da una smisurata voglia di cambiare, di andare ben oltre quel modo di fare politica che noi disdegnavamo a tal punto da rappresentare lo stesso stimolo per la nostra attività.
Volevamo concedere a Stornarella una nuova stagione politica, un nuovo modo di confrontarsi, di dialogare, di scontrarsi tra diverse posizioni e punti di vista.
Pin piano ci siamo resi conto che quello a cui noi ambivamo veniva ampiamente condiviso da altri uomini che tutto sommato, pur restando lontani in quanto a colori e ideologie avvertivano le stesse istanze e le stesse necessità.
Contemporaneamente mentre da una parte si cercava la via d’uscita a sinistra da questo stato di malessere sociale, dall’altro c’era chi la inseguiva a destra.
Due anime giovani e vitali, ingenue ma genuine che nella loro diversità combattevano per un reale obbiettivo di cambiamento. Che partivano dagli errori e dai fallimenti del passato per ricercare stimoli e soluzioni per il futuro.
Ma come spesso accade l’eredità e il peso morto che ci portiamo dietro e che si chiama odio divine un fardello troppo gravoso, insopportabile e demotivante al contempo.
La realtà di un paesello di 5.000 anime, di uno di quei luoghi che vengono subito dopo Eboli, è la cosa più scoraggiante per un giovane che vuole sentirsi artefice del proprio futuro come in un moderno disegno machiavellico.
E allora la rassegnazione lascia posto alla rabbia ed allo sconcerto, di sentirsi incapaci di incarnare un reale cambiamento ed una reale alternativa per questa società.
Viviamo in una realtà dove, di fatto, manca un idea che possa vagamente assomigliare ad una visione d’insieme, dove ancora vale il detto secondo il quale le “società si fanno in numero dispari ed inferiore di tre”, in cui stare insieme, fare insieme, litigare insieme risulta difficilissimo se non impossibile.
E noi giovani che parliamo tanto di cambiamento?
Per me il cambiamento non esiste, laddove noi siamo i primi a dimostrarci degni depositari di questa obsoleta visione della società.
Ieri pomeriggio un mio amico che si chiama Massimo, mi ha fermato dicendomi: “Ma cosa sta accadendo?- Sento parlare di accuse e attacchi reciproci quasi a dar vita ad una vera e propria guerra fratricida.- E i givani? Dove sono andati a finire i giovani che chiedevano la fiducia della gente per incamminarsi insieme verso una nuova stagione della democrazia stornarellese?”
Queste parole mi hanno fatto riflettere molto, e da giovane, le ho condivise in pieno. Massimo ha detto una cosa giusta. Non si può continuare sulla strada dell’odio e dell’astio che non fa che logorare e lacerare, come un coltello infilzato nelle piaghe di un paesino già malconcio.
Pensate ai problemi di Stornarella, alle sofferenze e alle paure della gente, dei nostri concittadini.
Quante lotte si dovrebbero combattere, quante conquiste si potrebbero ottenere.
Ma di fronte a questi problemi continuiamo ancora a bisticciare, ad azzuffarci su tutto. E se uno dice che la terra è sferica, l’altro è necessitato ad ammettere il contrario, solo per l’assurda concezione che due persone di opposto colore politico non possono pensarla allo stesso modo.
E allora si aprino le danze con gli insulti e le offese reciproche, mentre i problemi, quelli veri di Stornarella passano inesorabilmente in sordina.
Noi non ci stiamo a questo gioco, e decidiamo di recidere da questi alterchi.
Perché d’ora in avanti chi vorrà fare della contraddizione il nucleo del proprio attivismo non troverà in noi l’interlocutore che cerca.
Quando per la prima volta, assieme ad altri giovani accomunati dai miei stessi interessi e dalle mie stesse passioni, decidemmo di intraprendere un percorso comune per la rivalutazione del nostro territorio, per offrire un servizio ai cittadini, ci sentivamo accomunati da una smisurata voglia di cambiare, di andare ben oltre quel modo di fare politica che noi disdegnavamo a tal punto da rappresentare lo stesso stimolo per la nostra attività.
Volevamo concedere a Stornarella una nuova stagione politica, un nuovo modo di confrontarsi, di dialogare, di scontrarsi tra diverse posizioni e punti di vista.
Pin piano ci siamo resi conto che quello a cui noi ambivamo veniva ampiamente condiviso da altri uomini che tutto sommato, pur restando lontani in quanto a colori e ideologie avvertivano le stesse istanze e le stesse necessità.
Contemporaneamente mentre da una parte si cercava la via d’uscita a sinistra da questo stato di malessere sociale, dall’altro c’era chi la inseguiva a destra.
Due anime giovani e vitali, ingenue ma genuine che nella loro diversità combattevano per un reale obbiettivo di cambiamento. Che partivano dagli errori e dai fallimenti del passato per ricercare stimoli e soluzioni per il futuro.
Ma come spesso accade l’eredità e il peso morto che ci portiamo dietro e che si chiama odio divine un fardello troppo gravoso, insopportabile e demotivante al contempo.
La realtà di un paesello di 5.000 anime, di uno di quei luoghi che vengono subito dopo Eboli, è la cosa più scoraggiante per un giovane che vuole sentirsi artefice del proprio futuro come in un moderno disegno machiavellico.
E allora la rassegnazione lascia posto alla rabbia ed allo sconcerto, di sentirsi incapaci di incarnare un reale cambiamento ed una reale alternativa per questa società.
Viviamo in una realtà dove, di fatto, manca un idea che possa vagamente assomigliare ad una visione d’insieme, dove ancora vale il detto secondo il quale le “società si fanno in numero dispari ed inferiore di tre”, in cui stare insieme, fare insieme, litigare insieme risulta difficilissimo se non impossibile.
E noi giovani che parliamo tanto di cambiamento?
Per me il cambiamento non esiste, laddove noi siamo i primi a dimostrarci degni depositari di questa obsoleta visione della società.
Ieri pomeriggio un mio amico che si chiama Massimo, mi ha fermato dicendomi: “Ma cosa sta accadendo?- Sento parlare di accuse e attacchi reciproci quasi a dar vita ad una vera e propria guerra fratricida.- E i givani? Dove sono andati a finire i giovani che chiedevano la fiducia della gente per incamminarsi insieme verso una nuova stagione della democrazia stornarellese?”
Queste parole mi hanno fatto riflettere molto, e da giovane, le ho condivise in pieno. Massimo ha detto una cosa giusta. Non si può continuare sulla strada dell’odio e dell’astio che non fa che logorare e lacerare, come un coltello infilzato nelle piaghe di un paesino già malconcio.
Pensate ai problemi di Stornarella, alle sofferenze e alle paure della gente, dei nostri concittadini.
Quante lotte si dovrebbero combattere, quante conquiste si potrebbero ottenere.
Ma di fronte a questi problemi continuiamo ancora a bisticciare, ad azzuffarci su tutto. E se uno dice che la terra è sferica, l’altro è necessitato ad ammettere il contrario, solo per l’assurda concezione che due persone di opposto colore politico non possono pensarla allo stesso modo.
E allora si aprino le danze con gli insulti e le offese reciproche, mentre i problemi, quelli veri di Stornarella passano inesorabilmente in sordina.
Noi non ci stiamo a questo gioco, e decidiamo di recidere da questi alterchi.
Perché d’ora in avanti chi vorrà fare della contraddizione il nucleo del proprio attivismo non troverà in noi l’interlocutore che cerca.
df
3 commenti:
Caro Domenico, sono profondamente dispiaciuto per come il confronto tra le uniche realtà politiche giovanili di Stornarella, sia degenerato in un infelice esercizio di reciproca delegittimazione.
La rivalità rancorosa che c'è tra il tuo gruppo e il circolo culturale "La Destra", lungi dal corrispondere alla corretta e normale dialettica democratica, rischia di compromettere le buone possibilità di affermazione dei ragazzi stornarellesi in politica.
Ho apprezzato molto il tuo recente tentativo di svelenire il clima di ostilità, scrivendo un commento ad un articolo del blog "senso orario", in cui riconosci alcuni errori commessi dal tuo movimento e inviti all'impegno civico serio e costruttivo. Con questo gesto hai dimostrato di essere un ragazzo maturo politicamente e, soprattutto, caratterialmente, e di essere animato da un folle spirito d'abnegazione volto esclusivamente al servizio del bene comune.
La mia speranza è che questo periodo di asprezze e di contrapposizioni viscerali tra giovani finisca presto; così che possa finalmente avere inizio la desiderata azione di discontinuità con il passato politico paesano.
VALERIO DE ANGELIS
Grazie Valerio, sono contento che tu abbia compreso e apprezzato il mio gesto.
Ebbene si, quello che tu hai appena detto è sacrosanto. Perchè quando ad un certo punto ci si accorge, che i toni stanno andando oltre il confronto civile e dmocratico, allora bisogna fare un passo indietro.
Noi di Vox Populi lo abbiamo fatto, per il bene della collettività, per il bene di tutti, soprattutto di noi giovani, che mai quanto oggi, simao chiamati in causa per sostenere un reale processo di rinnovamento socio-politico.
Ma d'altronde noi ci avevamo sempre creduto, già da quando tu pubblicasti quell'articolo in cui speravi in una collaborazione tra le due anime giovanili di Stornarella. Ben ricorderai che noi ci mostrammo sicuramente aperti di fronte a quella proposta, dall'altra parte non si può dire lo stesso.
Io mi auguro che anche i giovani di destra facciano un passo indietro, ma come avrai potuto constatare il seguito non è stato proprio positivo.
Tuttavia alcuni segnali di apertura, soprattutto da alcuni dei membri della sezione (che hanno dato un forte segnale di intelligenza) si sono palesati, anche se qualcuno continua ancora sulla strada dell'attacco personale.
Noi di V.P. siamo per il dialogo ed il confronto, non per lo scontro, e se proprio questo dev'esserci, allora che sia proficuo e costruttivo, basato sui contenuti e sulle idee.
Come già ribadito, non mi aspetto di condividere chissà cosa con gli amici della Destra, ma perlomeno di evitare di continuare ad incarnare quel vecchio modo di fare politica che entrambi disdegnamo.
Grazie del tuo assiduo interesse, spero di poterti presto leggere in un post su questo blog.
Saluti, Domenico
Mi stà uscendo una lacrimuccia...
Posta un commento