sabato 18 aprile 2009

COMUNICATO STAMPA

Colia: richiesti elenchi per facilitatori linguistici e mediatori culturali.
Per rispondere alla necessità di integrazione tra la comunità provinciale e gli immigrati e per ridurre lo svantaggio linguistico e culturale di questi ultimi, è stata proposta lo scorso 17 aprile dal consigliere provinciale dell’IdV, Massimo Colia, l’istituzione di due Elenchi, uno per Facilitatori Linguistici e uno per Mediatori Culturali, della Provincia di Foggia. “E’ sotto gli occhi di tutti – riferisce Colia - che il numero di stranieri sul nostro territorio è aumentato negli ultimi anni e che non si tratta più di lavoratori stagionali, ma di immigrati che decidono di stabilirsi definitivamente da noi con mogli e figli. Pertanto, quotidianamente Enti pubblici e privati (scuole, ospedali, uffici…) vi si relazionano, con evidenti difficoltà di tipo linguistico e culturale. Sono nate, quindi, nuove figure professionali, quali appunto i mediatori culturali e i facilitatori linguistici, con la funzione di facilitare sia la comprensione linguistica che l’inserimento sociale tra persone appartenenti a culture diverse. Nell’ambito di una serie di interventi destinati a favorire l’integrazione sociale e l’intercultura, soprattutto nella scuola, lo stesso MIUR ha focalizzato l’attenzione sull’italiano “Lingua 2”, cioè l’italiano per le persone di madrelingua diverse. Anche la Provincia nel 2003 ha realizzato un corso di qualifica professionale per “Mediatori linguistico-culturali”. La mia proposta è, infine, supportata anche dalla ricerca Il vantaggio dell’immigrazione: un progetto per una cultura condivisa dell’Università degli Studi di Foggia, finanziata con fondi POR Puglia 2000-2006, la quale ricerca, partendo da un’indagine sulla fruizione dei servizi da parte degli immigrati, ha inserito tra le azioni da incrementare proprio l’assunzione di interpreti e/o mediatori culturali presso le strutture pubbliche; oltre che dall’ultimo progetto I.S.I. Job, presentato dall’assessore provinciale alle politiche sociali per l’integrazione di cittadini di Paesi Terzi”, conclude il capogruppo IdV.

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