lunedì 3 novembre 2008

Riforma Gelmini, più ombre che luci!


Si è tenuto lo scorso 29 ottobre, nell’aula consiliare del Comune di Stornarella, un Convegno sul tema “Riforma Gelmini: contrari o favorevoli?”, organizzato da un gruppo di genitori rappresentanti nel Consiglio d’Istituto, proprio nel giorno in cui la riforma è diventata legge.
Tra i relatori figuravano: i dirigenti scolastici Maria Carmela Grossi(IC Stornarella) e Alfonso Palomba (ITC Giannone di Foggia).
“In questi giorni si è fatto un gran parlare sulla riforma in televisione, sui giornali, per strada, ma a noi interessa essere informati sulle novità che investiranno la nostra scuola e i nostri figli non dai politici ma da chi la scuola la vive ogni giorno, quindi, docenti e dirigenti”, riferisce Anna Maria Magaldi, portavoce dei genitori.
A fare gli onori di casa, l’Assessore alla P.I. Franco Luce, che ha ribadito a gran voce il suo no alla riforma, nonostante venisse approvata proprio da quella parte politica cui appartiene.
Sicché, con obiettività e professionalità, i due dirigenti hanno esaminato nei dettagli i punti nodali della riforma.
Interviene quindi Maria Carmela Grossi: “La novità di questa riforma è che non nasce come riforma, ma come decreto legato alla legge finanziaria. Non c’è una linea filosofica ed una pedagogica a cui seguono le misure finanziarie da applicare. Qui si parte dai tagli per passare poi alla riforma. Certo, ci sono luci ed ombre. Come non si può essere d’accordo sull’introduzione di Cittadinanza e Costituzione (ma non avevamo già l’educazione civica o l’educazione alla convivenza civile?) o sui libri di testo, validi per almeno cinque anni? Ma la nostra Scuola Primaria, lo dicono le indagini, è un modello vincente: prima in Europa e sesta nel mondo. Perché riformare il nostro sistema scolastico partendo proprio dal segmento che funziona meglio? E ancora: come si può continuare a parlare di valutazione formativa che guarda alla persona nella totalità del suo sviluppo e ritornare ai voti con cui si valutano esclusivamente prestazioni di tipo cognitivo? Non è discutibile il merito di questa riforma, ma il metodo: ogni processo riformatore tiene conto di docenti, associazioni, studenti. Questa volta il Governo ha fatto tutto da solo, non ascoltando nessuno, neanche l’associazione degli insegnanti cattolici, che da 50 anni a questa parte è stata sempre tenuta in alta considerazione”.
Segue il dirigente scolastico nonché sindaco di Carapelle Alfonso Palomba: “Si è assistito ad un commissariamento della Pubblica Istruzione da parte del Ministero dell’Economia. Filo conduttore della legge, infatti, è il risparmio. E’ giusto eliminare gli sprechi e razionalizzare le risorse, ma alla scuola non ci si può rivolgere da ragionieri. La scuola è una risorsa strategica per il Paese? Se lo è, sulla scuola bisogna investire. Una riforma va fatta, perché gli scenari europei sono cambiati a la nostra scuola è inadeguata alla sfida, ma la Scuola Primaria Funziona! L’unica riforma vera da portare a termine poteva essere quella dell’autonomia scolastica, autonomia nella realtà dimezzata. La Scuola Superiore è investita solo in parte dalla riforma, quando le si chiede di accorpare le classi o le aree disciplinari. E sarà subito la volta dell’Università”.
Agli interventi hanno fatto seguito i commenti di alcuni docenti presenti, che hanno voluto sottolineare la loro contrarietà unanime a questa riforma, anche con toni accesi.
Presente anche il consigliere provinciale Massimo Colia, che ha concordato con le posizioni dei dirigenti e ha illustrato la situazione della nostra provincia in merito alle scuole che rischierebbero di scomparire non avendo il numero di iscritti necessario.
Il consigliere comunale Nicola Sardone ha finanche lanciato l’idea di un consiglio monotematico con la finalità di esprimere una presa di posizione decisa da parte dell’Amministrazione.
In conclusione si può dire che il convegno è stato utile e interessante e senz’altro ha permesso ai partecipanti di poter capire il vero significato della riforma. Un’iniziativa lodevole, ancor di più perché partita dai genitori e che ha messo in luce l’estrema perplessità dei presenti che, a prescindere dall’orientamento politico, hanno riconosciuto in questa manovra un duro assalto alle fondamenta della Scuola Pubblica.
Come sottolineato dalla dirigente Grossi si tratta di un decreto in attuazione di una legge finanziaria che prevede nei prossimi anni tagli ingenti alla scuola statale; inoltre il decreto 133/2008 spazza via miliardi di euro dalle Università Pubbliche. Università, che tra le altre cose, non navigano di certo nell’oro e non ostentano gli sfarzi o gli sprechi immaginati (forse sognati) dal Presidente del Consiglio.
Sarebbe opportuno che il fantastico duo Berlusconi-Tremonti si facesse un giro per gli atenei d’Italia dove le strutture sono spesso fatiscenti e i docenti tutt’altro che in esubero.
La media presso l’Università degli studi di Foggia è di 1 docente ogni 100 studenti e pensate cosa significhi fissare un ricevimento. Negli atenei privati ci sono i tutor, dalle nostre parti non sappiamo neppure cosa siano.
Con la 133 l’assegnazione di una borsa di studio diverrà un miraggio, mentre le tasse universitarie non potranno che lievitare. Inoltre dalla stessa legge, oltre ai tagli, è annoverata la possibilità che gli istituti pubblici possano essere acquisiti da fondazioni private, il che significa che a breve la formazione potrebbe diventare un prodotto che, al pari degli altri, andrà acquistato, e a caro prezzo.
Cosa accadrà a quei giovani validi e promettenti che non hanno le possibilità economiche per continuare gli studi?
Frequenteranno anche loro gli istituti privati? Con quali risorse?
Si rischia davvero di fare un balzo all’indietro, di ritornare ad un sistema scolastico “per pochi”. E in un periodo in cui la crisi economica imperversa, quante saranno le famiglie che potranno permettersi di sostenere gli studi dei propri figli?
Potrà il figlio dell’operaio avere il diritto ad un futuro migliore, o dovrà ritrovarsi sempre al buio, nella platea mentre a pavoneggiare sul palcoscenico, sotto la luce dei riflettori saranno sempre loro, i figli del dottore, dell’ingegnere del politico di turno?
In un epoca in cui l’economia della conoscenza e dell’informazione diviene pilastro portante di molti Paesi mondiali, noi tagliamo i fondi per la ricerca e la formazione, perché chi ci governa non è in grado o semplicemente non vuole vedere la cultura e la scienza come un investimento, da sostenere, da amplificare, perchè solo così il nostro Paese può vincere la sfida competitiva globale.
Eppure non ci vuole molto a capirlo, ma se chi fa le leggi vede la scuola solo come mezzo per arrivare al traguardo, al successo, alla fama, al denaro a tutti costi, i risultati non possono che essere tali.
E invece la scienza è il futuro, la chiave di svolta per una società che presenta tutti i sintomi di una decadenza incessante. È qui che bisogna investire, è qui che bisogna spendere risorse metterci l’impegno, il coraggio. E invece chi (sciaguratamente) ci governa getta fumo negli occhi, l’ICI prima, il grembiulino e il maestro unico in stile “famiglia del mulino bianco” poi; mentre ancora non si sa se il tempo pieno ci sarà oppure no.
E mentre la “ministra” continua il suo silenzio stampa, pesante come una pietra epocale, una lapide che annuncia la fine di una "scuola aperta a tutti", in piazza scoppia l’impeto della folla. Una marea di giovani, figli e genitori, di certo non un branco di ignoranti facilmente eccitabili. E non saranno le minacce di alcuni neo-fascistelli (oggi al governo) a fermarla. Perché questa gente oggi urla ai suoi diritti, e vuole uno Stato che li tuteli in quanto cittadini sottoprotetti. Una folla colorata che vuole uscire dal buio della platea e che vuole avere la possibilità, per una volta soltanto, di poter stare in futuro sotto i riflettori, senza che ci si debba chiamare per forza Berlusconi.

domenico farina

3 commenti:

Anonimo ha detto...

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Cordialmete
LO STAFF DE IL CITTADINO D'ITALIA

vox populi ha detto...

Ah... e pensare che io non ne sapevo niente.
Comunque piena disponibilità da parte nostra!

vox populi ha detto...

Poi noto che si tratta di uno degli articoli più letti sul vs sito e questo mi fa molto piacere.
df