E DIRE CHE FINO A QUALCHE MESE FA CRITICAVANO L'INDULTO
E' approdata in commissione Giustizia di Palazzo Madama la cosiddetta norma 'salva-premier'. I relatori Carlo Vizzini e Filippo Berselli hanno infatti presentato i due emendamenti al decreto legge sulla sicurezza che potrebbero essere propedeutici a una sospensione delle azioni giudiziarie che riguardano, tra gli altri, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e aprirebbero di fatto la strada allo slittamento del processo milanese Berlusconi-Mills che vede coinvolto il Cavaliere.In particolare, è prevista la sospensione per un anno dei processi penali per fatti commessi fino al 30 giugno 2002 e riguardanti delitti di non rilevante gravità, cioè con pene detentive inferiori ai 10 anni in svolgimento e compresi tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado.
Contro la norma 'blocca-processi' si è sollevato il centrosinistra ma la maggioranza la difende. "La scelta di introdurre nel decreto sicurezza un emendamento che sospenda i procedimenti relativi a fatti commessi fino al giugno 2002 risponde all'esigenza di scongiurare lo sperpero di risorse pubbliche" afferma Jole Santelli (Pdl), vicepresidente della commissione Affari Costituzionali della Camera. E il capogruppo della Lega al Senato, Federico Bricolo, sostiene che la proposta Vizzini-Berselli servirà a ''limitare i danni'' dell'indulto approvato poco dopo l'insediamento del governo Prodi.
L'opposizione però non ci sta. "Ci dicano subito qual è il processo che si deve fermare - dice Antonio Di Pietro, presidente dell'Italia dei Valori - E' quello Mills? Oppure quale altro processo? Lo dicano al Paese e al Parlamento. Faremmo prima. Sarebbe più trasparente dire: la legge è uguale per tutti tranne che per il presidente Berlusconi e qualche altro amico".
A farsi sentire è pure il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che chiede al governo di ritirare gli emendamenti, ''anche per non rompere quel clima di collaborazione istituzionale che si è ben avviata fra maggioranza e opposizione'' e perché ''i problemi dei consumatori e delle famiglie italiane sono altri''. ''Direi che c'è qualcosa di nuovo oggi nell'aria, anzi di antico direbbe il poeta - ironizza - Alla luce degli emendamenti presentati in queste ore apparirà chiaro a tutti gli italiani perché si è preferito fare a meno dell'Udc''.
Anche il ministro ombra della Giustizia Lanfranco Tenaglia, che parla di ''ennesima norma ad personam'' chiede il rito immediato degli emendamenti e non usa mezzi termini: ''Non assicurano alcun fine di interesse generale ma servono solamente a risolvere i problemi processuali del premier, falsando in maniera gravissima il corretto funzionamento della giustizia italiana''. Le parole di Tenaglia vanno all'unisono con quelle del senatore Felice Belisario, presidente del gruppo 'Italia dei Valori' a Palazzo Madama. ''Il lupo perde il pelo ma non il vizio e se ne frega dello stato di diritto - accusa il senatore - L'emendamento 'salva-premier' farà da apripista per far rientrare dalla finestra quello che già nel 2004 era uscito dalla porta: il cosiddetto 'lodo Schifani', già dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale perché "viola gli articoli 3 (principio di uguaglianza) e 24 (diritto di difesa) della Costituzione''.
Lodo Schifani' che è tra quegli "strappi", citati da Walter Veltroni, che ''strappano anche il dialogo" con il governo, ormai appeso a un filo. "Se si vogliono introdurre certe 'normette' così di nascosto, è bene sapere che, con me, cose del genere non passano - mette in chiaro il segretario del Pd - Io preferisco le cose fatte alla luce del sole e sono davvero stupito dalla protervia con cui si introducono cose del genere in modo del tutto surrettizio". Sulla sospensione dei processi è arrivato poi il monito del presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Luca Palamara, che ha rimarcato l'esigenza di ''tutelare anche le legittime aspettative delle persone offese e che chiedono giustizia per reati considerati subalterni ad altri". Si tratta di "questioni delicate", sottolinea, che devono avere come presupposto la necessità di "non derogare ai principi di uguaglianza". (fonte adnkronos)
Che dire... Di fronte a certe schifezze, non possiamo che constatare come la nostra giustizia stia inesorabilmente divenendo sempre più spietata verso i deboli e riguardosa verso i potenti.
Chissà quanti delinquenti staranno sogghignando, pensando: MENO MALE CHE SILVIO C'E'!
1 commento:
Santelli PDL qualche giorno fa: "La scelta di introdurre nel decreto sicurezza un emendamento che sospenda i procedimenti relativi a fatti commessi fino al giugno 2002 risponde all'esigenza di scongiurare lo sperpero di risorse pubbliche".
Santelli due anni fa , 2006: "Non si può giustifcare con il fatto che le carceri risultano al imite della capienza e con l'eccessiva spesa di risorse pubbliche (per la costruzione delle nuove carceri) un provvedimento scellerato come l'indulto, non si posono mettere sullo stesso piano risorse pubbliche e sicurezza dei cittadini".
SANTELLI COMPLIMENTI PER LA COERENZA.
Informatevi su Vizzini il proponente di questo disegno di legge, e guardate tutte le porcherie che ha combinato in politica.
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