
È notizia di qualche settimana fa, l’installazione a Stornarella del nuovo sistema ADSL mediante tecnologia Wi-Fi. Una notizia che tutto sommato mi ha rincuorato, considerato che le connessioni dalle nostre parti hanno rappresentato sempre un doloroso calvario.
Sicuramente un’iniziativa ammirabile quella degli ideatori (Fast Cat di Michele Monaco) a cui va un augurio particolare. Infatti questo progetto altre a demarcare la grande capacità di fare impresa da parte di alcuni nostri abili e capaci concittadini, donerà a noi utenti la possibilità di poter usufruire in modo pieno e funzionale della rete web. Strumento indispensabile nella vita quotidiana, di ognuno di noi. Basti pensare al disagio che le imprese stornarellesi hanno dovuto affrontare in questi anni, con lo sviluppo degli ordini telematici e dei cataloghi informatici.
Finalmente la notizia che tutti attendevamo.
Tuttavia devo ammettere che sono rimasto un po’ perplesso quando, casualmente, mi sono imbattuto in un reportage della trasmissione “report”, in cui si trattava proprio di queste nuove tecnologie che basano la trasmissione dati su onde radio, quindi senza fili, senza modem, solo tramite una rete di piccole antenne.
Parliamo appunto delle connessioni wi-fi attraverso cui le e-mail, i siti web, i film, si diffonderanno capillarmente per i cieli.
Ebbene nel documentario si evidenziava la grande esplosione dell'utilizzo di questi strumenti, ma allo stesso tempo veniva demarcato un problema.
Quello relativo alle radiazioni elettromagnetiche. Una sorta di smog invisibile.
Tuttavia la domanda che ci si pone è la seguente: queste nuove tecnologie possono realmente danneggiare la nostra salute, o si tratta solamente di inutili allarmismi?
Proprio nella trasmissione mandata in onda da Rai 2, veniva trasmessa un’intervista a Sir William Stewart. Egli è stato a Capo dei Consulenti Scientifici di Margaret Tatcher, e poi chiamato dal governo di Tony Blair nel 2000 per esaminare l'impatto sulla salute dei telefoni cellulari e delle antenne. Dopo averne studiato gli effetti per un anno, non ha potuto escludere la possibilità che causino danni alla salute ed ha dichiarato:
“Prima di tutto ci potrebbero essere dei disturbi delle funzioni cognitive. Poi ci sono indizi ( e noi sottolineiamo solo indizi) che le radiazioni potrebbero provocare tumori. Terzo, sono state riscontate mutazioni della struttura molecolare della cellule”.
Report nella sua trasmissione ha evidenziato come le onde emesse da un router WI-FI risultano essere 300 volte superiori a quelle emesse dai ripetitori di telefonia mobile.
Inoltre il giornalista della BBC Poul Kenyon ha intervistato alcuni scienziati proprio riguardo a tale questione.
Riporto l’intervista andata in onda, integralmente:
PAUL KENYON ( giornalista BBC) : "Lei permetterebbe ai suoi bambini di star seduti per ore davanti a un computer con tecnologia wi-fi quando vanno a scuola?"
Sicuramente un’iniziativa ammirabile quella degli ideatori (Fast Cat di Michele Monaco) a cui va un augurio particolare. Infatti questo progetto altre a demarcare la grande capacità di fare impresa da parte di alcuni nostri abili e capaci concittadini, donerà a noi utenti la possibilità di poter usufruire in modo pieno e funzionale della rete web. Strumento indispensabile nella vita quotidiana, di ognuno di noi. Basti pensare al disagio che le imprese stornarellesi hanno dovuto affrontare in questi anni, con lo sviluppo degli ordini telematici e dei cataloghi informatici.
Finalmente la notizia che tutti attendevamo.
Tuttavia devo ammettere che sono rimasto un po’ perplesso quando, casualmente, mi sono imbattuto in un reportage della trasmissione “report”, in cui si trattava proprio di queste nuove tecnologie che basano la trasmissione dati su onde radio, quindi senza fili, senza modem, solo tramite una rete di piccole antenne.
Parliamo appunto delle connessioni wi-fi attraverso cui le e-mail, i siti web, i film, si diffonderanno capillarmente per i cieli.
Ebbene nel documentario si evidenziava la grande esplosione dell'utilizzo di questi strumenti, ma allo stesso tempo veniva demarcato un problema.
Quello relativo alle radiazioni elettromagnetiche. Una sorta di smog invisibile.
Tuttavia la domanda che ci si pone è la seguente: queste nuove tecnologie possono realmente danneggiare la nostra salute, o si tratta solamente di inutili allarmismi?
Proprio nella trasmissione mandata in onda da Rai 2, veniva trasmessa un’intervista a Sir William Stewart. Egli è stato a Capo dei Consulenti Scientifici di Margaret Tatcher, e poi chiamato dal governo di Tony Blair nel 2000 per esaminare l'impatto sulla salute dei telefoni cellulari e delle antenne. Dopo averne studiato gli effetti per un anno, non ha potuto escludere la possibilità che causino danni alla salute ed ha dichiarato:
“Prima di tutto ci potrebbero essere dei disturbi delle funzioni cognitive. Poi ci sono indizi ( e noi sottolineiamo solo indizi) che le radiazioni potrebbero provocare tumori. Terzo, sono state riscontate mutazioni della struttura molecolare della cellule”.
Report nella sua trasmissione ha evidenziato come le onde emesse da un router WI-FI risultano essere 300 volte superiori a quelle emesse dai ripetitori di telefonia mobile.
Inoltre il giornalista della BBC Poul Kenyon ha intervistato alcuni scienziati proprio riguardo a tale questione.
Riporto l’intervista andata in onda, integralmente:
PAUL KENYON ( giornalista BBC) : "Lei permetterebbe ai suoi bambini di star seduti per ore davanti a un computer con tecnologia wi-fi quando vanno a scuola?"
HENRY LAI -UNIVERSITA' DI WASHINGTON-SEATTLEE': "Una domanda dura, io credo di no. Io limiterei l'esposizione a questo tipo di radiazioni".
GERD OBERFELD-MINISTERO SANITA' PUBBLICA-SALISBURGO: "Io raccomanderei ai genitori di premere affinché le scuole rimuovano il wi-fi o altrimenti sarebbe meglio cambiare scuola".
Insomma parole abbastanza dure quelle dei due scienziati.
Sta di fatto che, mentre in Italia si sta scatenando la guerra per le licenze d'uso WI-FI, le biblioteche pubbliche del comune di Parigi hanno sospeso il segnale perchè il personale e gli utenti, dopo l'installazione, hanno accusato dolori muscolari, insonnia e vertigini. In Canada il rettore dell'Università dell'Ontario ha cablato il campus con fibre ottiche e disattivato le centraline wi-fi. In tutte le scuole di Francoforte, il sistema è stato vietato per un anno, e il governo Merkel ha chiesto ai tedeschi di privilegiare l'accesso via cavo, e comunque di stare esposti il meno possibile finché non se ne saprà di più.
Qual è invece la posizione dell'Italia visto che anche da noi si sta espandendo a vista d'occhio? E Stornarella in tal senso ne è un esempio.
Secondo l'istituto superiore di sanità "non c'è alcun problema, ma bisogna continuare a monitorare la situazione".
Secondo Il CNR bisogna adottare il "principio di cautela". Tuttavia proprio il CNR ha riferito che “è un gesto folle abbandonare la fibra ottica (meno inquinante) dopo gli investimenti sostenuti per cablare le varie città d’Italia”.
Tuttavia tale organo ignora che per molti contesti come Stornarella il wi-fi risulta praticamente una scelta obbligata, considerando l’impossibilità di connetterci via cavo. A tal proposito ricordiamo che la Telecom ci ritiene poco appetibili economicamente parlando. E questo di per se è abbastanza scandaloso. Infatti siamo rimasti uno dei pochi paesi della zona a non essere forniti della connessione alla linea adsl via cavo. Basti pensare che persino Stornara, a 3,8 km da noi, da qualche anno naviga ad alta velocità.
Insomma se da una parte si rincorrono queste voci riguardanti presunti danni alla salute provocati dalle antenne per la connessione a internet, dall’altra è pur vero che per molti di noi questa rappresenterebbe una svolta, che ci permetterebbe finalmente di accedere a tutti i contenuti della rete.
Infatti con le comuni connessioni di cui siamo dotati (mi riferisco alla 56 kbps) anche le operazioni più comuni divengono un odissea infinita. Non solo viene preclusa la possibilità di accedere ai contenuti multimediali della rete (Video, Immagini, Tracce musicali), ma spesso anche per le faccende più comuni i tempi diventano insopportabili. Basti pensare che, per mia esperienza, per la prenotazione di un esame, o per scaricare delle dispense universitarie, si arriva ad impiegare persino mezz’ora.
Tuttavia il fatto grave è che la normale connessione telefonica di cui siamo dotati, impedisce alle imprese, alle scuole, alle istituzioni di accedere ad una moltitudine di servizi telematici che oggi risultano fondamentali e che sono stati anche inquadrati nel nostro ordinamento giuridico. Si pensi ai contratti a distanza tramite lo scambio di documenti informatici.
Quanto detto rappresenta sicuramente uno dei motivi di arretratezza che caratterizza la nostra economia locale. Qui non parliamo di servizi superflui, bensì di strumenti vitali per la sopravvivenza di numerose entità economiche locali.
Chissà forse anche questo blog in futuro potrebbe navigare via etere, sfruttando queste innovative tecnologie, tuttavia credo che sia un atto di responsabilità accertare l’effettiva esistenza di questi ipotetici pericoli per la salute umana.
Ecco perchè è importante che chi utilizza queste nuove tecnologie, ed anche chi non ne farà uso, sappia che, trattandosi di una materia tanto innovativa e di recente diffusione, bisognerà comunque aspettare che venga fatta chiarezza a riguardo, augurandoci che gli interessi economici non prevalgano (come spesso accade) sulla salute pubblica dei cittadini.
A tal proposito ci auguriamo che gli amministratori locali facciano luce su questa faccenda, anche se di fatto il passo è già stato compiuto. Perché se esiste anche un minimo dubbio che queste tecnologie possano arrecare danni alla salute dei cittadini, è nel loro interesse che, chi li governa, adotti le dovute precauzioni a riguardo.
Qui troverete integralmente il servizio mandato in onda da report.
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243^1078399,00.html
Insomma parole abbastanza dure quelle dei due scienziati.
Sta di fatto che, mentre in Italia si sta scatenando la guerra per le licenze d'uso WI-FI, le biblioteche pubbliche del comune di Parigi hanno sospeso il segnale perchè il personale e gli utenti, dopo l'installazione, hanno accusato dolori muscolari, insonnia e vertigini. In Canada il rettore dell'Università dell'Ontario ha cablato il campus con fibre ottiche e disattivato le centraline wi-fi. In tutte le scuole di Francoforte, il sistema è stato vietato per un anno, e il governo Merkel ha chiesto ai tedeschi di privilegiare l'accesso via cavo, e comunque di stare esposti il meno possibile finché non se ne saprà di più.
Qual è invece la posizione dell'Italia visto che anche da noi si sta espandendo a vista d'occhio? E Stornarella in tal senso ne è un esempio.
Secondo l'istituto superiore di sanità "non c'è alcun problema, ma bisogna continuare a monitorare la situazione".
Secondo Il CNR bisogna adottare il "principio di cautela". Tuttavia proprio il CNR ha riferito che “è un gesto folle abbandonare la fibra ottica (meno inquinante) dopo gli investimenti sostenuti per cablare le varie città d’Italia”.
Tuttavia tale organo ignora che per molti contesti come Stornarella il wi-fi risulta praticamente una scelta obbligata, considerando l’impossibilità di connetterci via cavo. A tal proposito ricordiamo che la Telecom ci ritiene poco appetibili economicamente parlando. E questo di per se è abbastanza scandaloso. Infatti siamo rimasti uno dei pochi paesi della zona a non essere forniti della connessione alla linea adsl via cavo. Basti pensare che persino Stornara, a 3,8 km da noi, da qualche anno naviga ad alta velocità.
Insomma se da una parte si rincorrono queste voci riguardanti presunti danni alla salute provocati dalle antenne per la connessione a internet, dall’altra è pur vero che per molti di noi questa rappresenterebbe una svolta, che ci permetterebbe finalmente di accedere a tutti i contenuti della rete.
Infatti con le comuni connessioni di cui siamo dotati (mi riferisco alla 56 kbps) anche le operazioni più comuni divengono un odissea infinita. Non solo viene preclusa la possibilità di accedere ai contenuti multimediali della rete (Video, Immagini, Tracce musicali), ma spesso anche per le faccende più comuni i tempi diventano insopportabili. Basti pensare che, per mia esperienza, per la prenotazione di un esame, o per scaricare delle dispense universitarie, si arriva ad impiegare persino mezz’ora.
Tuttavia il fatto grave è che la normale connessione telefonica di cui siamo dotati, impedisce alle imprese, alle scuole, alle istituzioni di accedere ad una moltitudine di servizi telematici che oggi risultano fondamentali e che sono stati anche inquadrati nel nostro ordinamento giuridico. Si pensi ai contratti a distanza tramite lo scambio di documenti informatici.
Quanto detto rappresenta sicuramente uno dei motivi di arretratezza che caratterizza la nostra economia locale. Qui non parliamo di servizi superflui, bensì di strumenti vitali per la sopravvivenza di numerose entità economiche locali.
Chissà forse anche questo blog in futuro potrebbe navigare via etere, sfruttando queste innovative tecnologie, tuttavia credo che sia un atto di responsabilità accertare l’effettiva esistenza di questi ipotetici pericoli per la salute umana.
Ecco perchè è importante che chi utilizza queste nuove tecnologie, ed anche chi non ne farà uso, sappia che, trattandosi di una materia tanto innovativa e di recente diffusione, bisognerà comunque aspettare che venga fatta chiarezza a riguardo, augurandoci che gli interessi economici non prevalgano (come spesso accade) sulla salute pubblica dei cittadini.
A tal proposito ci auguriamo che gli amministratori locali facciano luce su questa faccenda, anche se di fatto il passo è già stato compiuto. Perché se esiste anche un minimo dubbio che queste tecnologie possano arrecare danni alla salute dei cittadini, è nel loro interesse che, chi li governa, adotti le dovute precauzioni a riguardo.
Qui troverete integralmente il servizio mandato in onda da report.
http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243^1078399,00.html
6 commenti:
assurda sta cosa, mentre a Orta Nova si prendono a botte per togliere delle antenne telofoniche.
Noi, in sordina, ci becchiamo delle antenne così inquinanti proprio in pieno centro cittadino.
Allora la lezione discarica non è servita a nulla?
Giusto Stornarellese,queste questioni devono essere tirate in ballo, perchè ne dipende la nostra salute.
Alla redazione, vi ho inviato una e-mail con delle altre informazioni che ho raccolto sull'inquinamento da onde elettromagnetiche.
Comunque bravi, fate bene a sollevare certi problemi, perchè titti ne dobbiamo prendere atto.
Anche se spero però che questo impegno non si fermi al blog, queste istanze vanno portate in piazza.
ps. questa è la differenzza tra chi le cose le racconta soltanto e chi invee le analizza con occhio critico. Ogni riferimento non è casuale.
Grazie andrex le informazioni saranno molto utili, soprattutto qualora dovessimo scendere in piazza. E lo faremo presto, ovviamente puntando anche sul tuo apporto.
ps. Non riesco proprio a capire a chi sia rivolto il riferimento sai? :-)
Grazie!
Io le racconto quando succedono...anzi no, scusate... IO LE RACCONTO QUANDO SUCCEDONO, LORO LE ANALIZZANO QUANDO FANNO LA TRASMISSIONE IN PROPOSITO. SONO CONTENTO DELLA DIFFERENZA!!!
Ho inviato una mail alla redazione che spero farà luce sulla situazione, io vi esorto prima di fare sciocche affermazioni di rendervi edotti sulla situazione, magari cercando di informarvi sugli studi scientifici e le pubblicazioni universitarie.
La televisione e sopratutto la BBC non è "The Scientist", pertanto meglio apprendere dalla scienza e non dalla Tv altrimenti rischiamo di fare pesanti passi indietro.
La caccia alle strege non serve si dovrebbe dialogare invece tra uomini di cultura.
Ciao
Michele Monaco
ERRATA CORRIGE--------------------
Ho inviato una mail alla redazione che spero farà luce sulla situazione, io vi esorto prima di fare sciocche affermazioni a rendervi edotti sulla situazione, magari cercando di informarvi sugli studi scientifici e le pubblicazioni universitarie.
La televisione e sopratutto la BBC non è "The Scientist", pertanto meglio apprendere dalla scienza e non dalla Tv altrimenti rischiamo di fare pesanti passi indietro.
La caccia alle strege non serve si dovrebbe dialogare invece tra uomini di cultura, che si confrontano con le proprie verità
Ciao
Michele Monaco
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