sabato 10 maggio 2008

TU LO CONOSCI PINUCCIO?

Spesso dalle pagine del nostro periodico o dalle finestre di questo blog ci siamo ritrovati a parlare di politica. Di quella che per noi dovrebbe essere il vero senso della politica. Pulita, seria, responsabile e professionale. Nella quale, chi rappresenta i cittadini, deve sentirsi investito da un compito vitale per le sorti del territorio che rappresenta.
Tuttavia il più delle volte la figurazione ideale del termine politica tende a cozzare con la dura realtà dei fatti. Una realtà dominata dagli interessi particolaristici di pochi sedicenti avventurieri della politica, che sprezzando il bene comune ed i limiti della pubblica decenza, si muovono nella direzione di ben precisi obiettivi personali, tralasciando, quasi sempre, i bisogni della gente.
Di esempi se ne potrebbero fare davvero a bizzeffe, e forse non ci basterebbero gli spazi di questo sito per elencare tutti coloro (e mi riferisco alla politica locale) che si sono fatti scudo delle sofferenze e delle speranze della gente e che una volta ottenuta la poltrona hanno dimenticato chi era stato l’artefice del loro successo.
In tutto questo scenario, chi la fa da padrone è senza dubbio il trasformismo. Tendenza politica molto affermata nei nostri tempi. Tra le insegne di partito che appaino e scompaiono a seconda di come soffi il vento, si sono smarrite le idee, i programmi, e se scendiamo più a fondo sono scomparse le ideologie: l’anima e il cuore della politica.
Pensiamo ad esempio allo stornarese Pinuccio Calamita. Sicuramente molti miei compaesani se lo ricorderanno benissimo. Fu eletto alla provincia nella scorsa legislatura anche con i voti della sinistra stornarellese. Lui che era candidato nella margherita.
Ebbene ladies and gentleman, dopo una carriera a dir poco burrascosa ecco, l’ennesimo colpo di scena.
I suoi concittadini, neanche troppo impressionati vista ormai l’abitualità di questi continui capovolgimenti di fronte, non credevano ai propri occhi quando, a due giorni dal ballottaggio, hanno visto nascere nel giro dei qualche ora la nuova sezione UDC, capeggiata proprio da Pinuccio, assessore uscente con la giunta di centro-sinistra.
Grandi abilità di previsione, ma non ci voleva molto a capire che dopo l’apparentamento, le possibilità per Campo si erano ormai ridotte all’estremo, ed ecco allora il colpo di genio: voilà, il balzo; dalla margherita all’UDC il passo è stato breve. D'altronde il fatto di passare di maggioranza in maggioranza ha rappresentato per lui una “calamita” dall’attrazione troppo forte. In effetti si sa: "se Maometto non va dalla montagna è la montagna che va da Maometto".
Ma come si usa dire dalle nostre parti: al danno la beffa; infatti come se non bastasse, tanti sono stati gli elogi ad Antonio Pepe e pesanti le critiche all’amministrazione di centro-sinistra di cui egli stesso era stato parte.
Insomma l’ennesimo scoop in un trascorso politico già denso di colpi di scena in pieno stile prima repubblica.
Infatti la carriera di Calamita inizia nel 1985 quando nella lista di Mimmo Russo (PCI) si ritrova a fare il consigliere di minoranza nella DC. Dopo soli 5 anni si candida nuovamente a sindaco e viene finalmente eletto. Quella da sindaco è una vera e propria avventura alla Indiana Jones, numerose le iniziative megalomani, come quella di una caserma gigante, sicuramente sproporzionata rispetto ad un paesino come Stornara. Lo stesso per il Piano Regolatore, anch’esso sproporzionato. Tantissime iniziative inutili, la villetta nell’ex campo sportivo ad esempio. Ed ancora i 300 milioni circa di fondi regionali non ancora restituiti.
Il tutto per una serie di progetti, proposti ma inesorabilmente mai approvati poiché infattibili, una crescita del paese pari allo 0% ed un dissesto finanziario di cui ancora oggi, le varie amministrazioni che si stanno susseguendo, stanno pagando le conseguenze. Il tutto accompagnato dal fatto, molto curioso, che le decisioni importanti, il più delle volte, venivano affidate al vicesindaco Maggiore (socialista).
A livello provinciale la situazione risulta praticamente tragicomica.
Arriva alla provincia nel 1998 dopo che, a seguito di una delle solite operazioni trasformistiche, era passato dal CCD al PPI, defenestrando colui che sembrava il candidato certo, vale a dire il prof. Gerardo La Quale.
Giunto alla provinca, dopo che aveva promesso mari e monti, tutti credevano che avrebbe lottato per portare a Palazzo Dogana le istanze del suo territorio. Manco a dirlo. Dieci anni di lassismo, tante parole, tanti i “si” proferiti dell’assessore, mentre contemporaneamente continuava a svolgere il suo lavoro presso l’ufficio di collocamento.
Ancora oggi continua a promettere il possibile e, sempre più spesso, l’impossibile, ed intanto, da stratega, già prepara e pianifica attentamente il futuro.
Quello del passaggio all’UDC è solo l’inizio di un disegno che potrebbe portarlo dritto dritto alla Regione tra due anni.
Intanto il buon Pinuccio non si è fatto mancare proprio nulla, infatti alle elezioni comunali del prossimo anno, come capolista dell’UDC ci sarà Rocco Calamita, suo fratello, giusto per dare un’idea di cosa sia la politica in formato famiglia.
Insomma ci attende un futuro ancora denso di novità, e mentre Pinuccio si gode “l’inattesa vittoria”, banchetta a spese della collettività, medita ed elabora le prossime strategie, sempre avvedute, sempre oculate, sempre fruttuose. Da questo punto di vista, non c’è che dire, bisogna ammirarlo.
df

3 commenti:

Anonimo ha detto...

A CASA. i vari calamita di turno devono andare a casa. Tutto dipende da noi cittadini, dobbiamo avere l'onestà di non votarli e di madare a governarci chi lo merita veramente, non gente che pensa solo ai propri interessi.
Vergognoso che avvenga tutto questo.

Anonimo ha detto...

Adesso avete ampliato il raggio d'azione.
Non bastava Stornarella!!!!
Certo che a leggere la storia di questi personaggi, capisci come funziona la politica in Italia.

Anonimo ha detto...

TUTTA BELLA GENTE QUESTA...