Antonio Pepe alle prese con il dilemma "Giunta Provinciale"

Sicuramente di scolorina il neo-presidente della provincia Antonimo Pepe, in questi giorni ne starà utilizzando davvero a fiumi.
A un mese dalla sua elezione, infatti, la sua giunta non è ancora completa. Invero sembra ormai che il motore del notaio foggiano si sia davvero ingolfato. Le voci si susseguono in una querelle che sembra praticamente infinita.
Infatti dopo l’apparentamento al ballottaggio, quanto previsto da qualcuno si è effettivamente realizzato. I problemi di carattere prettamente politico che si erano ipotizzati alla vigilia si sono ampiamente materializzati ed hanno apportato non pochi grattacapi al neo-presidente.
Sembra infatti che per “partorire” questa nuova giunta provinciale, bisognerà attendere ancora qualche giorno (sperando che sia davvero questione di giorni).
Ovviamente ci auguriamo che il termine sia prossimo anche perché sarebbe opportuno che il nuovo Consiglio cominci ad adoperarsi di fronte a questioni che sembrano divenire sempre più ingenti.
Tuttavia, come accennato, il nodo sembra abbastanza complicato da sciogliere e riguarda proprio il partito di provenienza del Presidente: AN.
I nomi degli assessori destinati a rappresentare il partito di Fini nel governo provinciale, appartengono tutti alla minoranza (che ha perso il congresso provinciale) di AN. Per i vincitori, Lucia Lambresa e Salvatore Tatarella, nessuna poltrona, e nemmeno un seggiolino pieghevole.
La squadra del Presidente appare pronta al 90% e di fatto resta solamente una casella vuota da riempire. Ed ecco quindi che sul nome del decimo assessore (il secondo di AN) si lavora ancora, con una fitta serie di telefonate tra Foggia, Lecce, Roma e Bruxelles, e di fatto mancherebbe solo New York all’appello.
Finora i nomi certi sembrano essere:
I due assessori indicati dall'UDC: il sindaco di Carlantino Vito Guerrera ai Lavori Pubblici, il commissario dell'APT Nicola Vascello - nelle fila della Rosa Bianca - al Turismo. Due gli uomini del presidente: il docente universitario Pasquale Pazienza alle attività produttive e fonti energetiche, e l'avvocato Billa Consiglio ( unica presenza rosa del Governo Provinciale), alla Cultura. Sei gli assessori del Popolo della Libertà: quattro di Forza Italia: il sanseverese Leonardo Lallo alla formazione professionale, l'ex consigliere provinciale Antonio Montanino ai Servizi sociali, il decano della politica foggiana Gabriele Mazzone al personale, l'avvocato manfredoniano Stefano Pecorella all'ambiente. Due gli uomini di Alleanza Nazionale: il capogruppo al comune capoluogo Leonardo Di Gioia al bilancio e programmazione, e (probabilmente) il sindaco di Ortanova Peppino Moscarella ai trasporti o all'agricoltura.
Ovviamente non sono esclusi ripensamenti, ma noi ci auguriamo che non sia così, perché di fatto, mischiare nuovamente le carte, potrebbe innescare un meccanismo snervante e logorante denso di tensioni non solo tra gli esponenti della maggioranza.
Quindi il nostro augurio e che l’on. Pepe continui nel suo lavoro di quadratura del cechio, ma che riesca a giungere ad una conclusione che sia quantomeno precedente alla data delle prossime elezioni provinciali.
A un mese dalla sua elezione, infatti, la sua giunta non è ancora completa. Invero sembra ormai che il motore del notaio foggiano si sia davvero ingolfato. Le voci si susseguono in una querelle che sembra praticamente infinita.
Infatti dopo l’apparentamento al ballottaggio, quanto previsto da qualcuno si è effettivamente realizzato. I problemi di carattere prettamente politico che si erano ipotizzati alla vigilia si sono ampiamente materializzati ed hanno apportato non pochi grattacapi al neo-presidente.
Sembra infatti che per “partorire” questa nuova giunta provinciale, bisognerà attendere ancora qualche giorno (sperando che sia davvero questione di giorni).
Ovviamente ci auguriamo che il termine sia prossimo anche perché sarebbe opportuno che il nuovo Consiglio cominci ad adoperarsi di fronte a questioni che sembrano divenire sempre più ingenti.
Tuttavia, come accennato, il nodo sembra abbastanza complicato da sciogliere e riguarda proprio il partito di provenienza del Presidente: AN.
I nomi degli assessori destinati a rappresentare il partito di Fini nel governo provinciale, appartengono tutti alla minoranza (che ha perso il congresso provinciale) di AN. Per i vincitori, Lucia Lambresa e Salvatore Tatarella, nessuna poltrona, e nemmeno un seggiolino pieghevole.
La squadra del Presidente appare pronta al 90% e di fatto resta solamente una casella vuota da riempire. Ed ecco quindi che sul nome del decimo assessore (il secondo di AN) si lavora ancora, con una fitta serie di telefonate tra Foggia, Lecce, Roma e Bruxelles, e di fatto mancherebbe solo New York all’appello.
Finora i nomi certi sembrano essere:
I due assessori indicati dall'UDC: il sindaco di Carlantino Vito Guerrera ai Lavori Pubblici, il commissario dell'APT Nicola Vascello - nelle fila della Rosa Bianca - al Turismo. Due gli uomini del presidente: il docente universitario Pasquale Pazienza alle attività produttive e fonti energetiche, e l'avvocato Billa Consiglio ( unica presenza rosa del Governo Provinciale), alla Cultura. Sei gli assessori del Popolo della Libertà: quattro di Forza Italia: il sanseverese Leonardo Lallo alla formazione professionale, l'ex consigliere provinciale Antonio Montanino ai Servizi sociali, il decano della politica foggiana Gabriele Mazzone al personale, l'avvocato manfredoniano Stefano Pecorella all'ambiente. Due gli uomini di Alleanza Nazionale: il capogruppo al comune capoluogo Leonardo Di Gioia al bilancio e programmazione, e (probabilmente) il sindaco di Ortanova Peppino Moscarella ai trasporti o all'agricoltura.
Ovviamente non sono esclusi ripensamenti, ma noi ci auguriamo che non sia così, perché di fatto, mischiare nuovamente le carte, potrebbe innescare un meccanismo snervante e logorante denso di tensioni non solo tra gli esponenti della maggioranza.
Quindi il nostro augurio e che l’on. Pepe continui nel suo lavoro di quadratura del cechio, ma che riesca a giungere ad una conclusione che sia quantomeno precedente alla data delle prossime elezioni provinciali.
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