Alla fine quanto temuto si è realmente avverato.
Nella giornata di venerdì in concomitanza con i festeggiamenti per la Liberazione e con la fine della campagna elettorale per il ballottaggio, si è consumato un episodio decisamente spiacevole ad Ortanova.
Autorizzato a parlare dal questore Bruno D’Agostino, il giornalista Gianni Lannes ha tenuto un’orazione pubblica dai risvolti inverosimili.
I toni del giornalista non erano stati di certo pacati. Tante le accuse all’amministrazione di Ortanova ed al sindaco Peppino Moscarella, nonché ai vigili urbani. Come nel suo stile il dott. Lannes è stato molto diretto, facendo nomi e cognomi e non limitandosi solo a questi.
Mentre il clima diveniva sempre più teso, affioravano tematiche scottanti. Dalla questione asili comunali (che Moscarella “avrebbe intenzione di chiudere, per favorire alcuni privati”) a quella riguardante le antenne telefoniche.
Queste sono difatti le tematiche su cui Lannes ha detto di volersi battere, considerando che la questione discarica sembra temporaneamente conclusa.
Man mano che l’oratore continuava, l’atmosfera diveniva sempre più infuocata, con gli accusati che chiedevano a gran voce di interrompere i comizio. Alla fine è accaduto l’inevitabile. Si è venuti alle mani, con tanto di intervento delle forze dell’ordine a sedare gli animi.
Insomma di fronte ad una questione che avrebbe dovuto unirci e farci lottare insieme, ancora una volta siamo riusciti a dividerci.
Ecco perché non bisogna sottovalutare questi accadimenti, che rappresentano, a mio avviso, un fallimento per noi tutti. Dimostriamo, ancora una volta di non saper stare insieme, ed è forse questa la causa del nostro malessere sociale ed economico.
Certo a tutto questo astio non è estraneo il comportamento di qualcuno, che fin dall’inizio ha mirato a dividere e distruggere anziché unire e costruire.
Ed ecco che alla fine si è perso di vista l’obbiettivo comune, e si è invece aperta una guerra civile, un tutto contro tutti, che di certo non gioverà alle nostre comunità e che probabilmente si porterà i suoi strascichi per molto molto tempo.
Ora si attende l’annunciato comizio che il giornalista terrà a Stornarella, vedremo cosa avrà da dirci. Intanto, dalle nostre parti, il fronte risulta già spaccato, tra chi sostiene il suo intervento e chi invece lo scongiura.
Nella giornata di venerdì in concomitanza con i festeggiamenti per la Liberazione e con la fine della campagna elettorale per il ballottaggio, si è consumato un episodio decisamente spiacevole ad Ortanova.
Autorizzato a parlare dal questore Bruno D’Agostino, il giornalista Gianni Lannes ha tenuto un’orazione pubblica dai risvolti inverosimili.
I toni del giornalista non erano stati di certo pacati. Tante le accuse all’amministrazione di Ortanova ed al sindaco Peppino Moscarella, nonché ai vigili urbani. Come nel suo stile il dott. Lannes è stato molto diretto, facendo nomi e cognomi e non limitandosi solo a questi.
Mentre il clima diveniva sempre più teso, affioravano tematiche scottanti. Dalla questione asili comunali (che Moscarella “avrebbe intenzione di chiudere, per favorire alcuni privati”) a quella riguardante le antenne telefoniche.
Queste sono difatti le tematiche su cui Lannes ha detto di volersi battere, considerando che la questione discarica sembra temporaneamente conclusa.
Man mano che l’oratore continuava, l’atmosfera diveniva sempre più infuocata, con gli accusati che chiedevano a gran voce di interrompere i comizio. Alla fine è accaduto l’inevitabile. Si è venuti alle mani, con tanto di intervento delle forze dell’ordine a sedare gli animi.
Insomma di fronte ad una questione che avrebbe dovuto unirci e farci lottare insieme, ancora una volta siamo riusciti a dividerci.
Ecco perché non bisogna sottovalutare questi accadimenti, che rappresentano, a mio avviso, un fallimento per noi tutti. Dimostriamo, ancora una volta di non saper stare insieme, ed è forse questa la causa del nostro malessere sociale ed economico.
Certo a tutto questo astio non è estraneo il comportamento di qualcuno, che fin dall’inizio ha mirato a dividere e distruggere anziché unire e costruire.
Ed ecco che alla fine si è perso di vista l’obbiettivo comune, e si è invece aperta una guerra civile, un tutto contro tutti, che di certo non gioverà alle nostre comunità e che probabilmente si porterà i suoi strascichi per molto molto tempo.
Ora si attende l’annunciato comizio che il giornalista terrà a Stornarella, vedremo cosa avrà da dirci. Intanto, dalle nostre parti, il fronte risulta già spaccato, tra chi sostiene il suo intervento e chi invece lo scongiura.
D.F.
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