lunedì 7 aprile 2008

COME SI CAMBIA LA POLITICA?


Recenti sondaggi ci parlano di un alto grado di sfiducia dei cittadini italiani nei confronti della politica.
I numeri parlano chiaro il 78,8% della popolazione italiana nutre un sostanziale pessimismo e non apprezza la classe politica e dirigente del Paese. È ormai noto a tutti che le tendenze parlano di un progressivo allontanamento soprattutto dei giovani dalla politica. Ciò si riflette sia in ambito nazionale, ma anche nelle piccole realtà locali.
Si aggiunge a tutto questo, una grande diffusione di movimenti anti-politici che mirano, con la loro visione critica spesso anche nichilista, ad abbattere quella che viene definita una vera e propria nicchia di potere.
Ebbene credo, che questo modo di approcciarsi alla società, sia quanto mai errato. Forse dimentichiamo che i veri problemi della politica sono nati laddove questa, ha smesso di essere strumento di confronto e discussione tra la gente, da quando essa è uscita dalle piazze, da quando i valori e quelli che oggi vengono banalmente definiti “ideali”, sono scomparsi.
Non è un caso ( e le vicende nazionali ce lo dimostrano) che i confini tra le varie forze politiche si siano notevolmente assottigliati. Oggi assistiamo ad un fenomeno in forte crescita: quello del trasformismo; tant’è che a volte diviene addirittura complesso stabilire quale sia la destra e quale la sinistra.
Il credo del “non cambierà nulla” è quello più in voga tra i cittadini comuni; è forse proprio questo l’inganno più grande del XXI secolo. Credo che questa convinzione, che spesso diviene un vero e proprio modus vivendi, sia il vero peso morto che la nostra società è costretta a trascinarsi.
La “storia è maestra di vita” ci diceva Machiavelli. Niente di più vero. Proprio la storia ci dice che, laddove le società si sono cullate in un profondo disinteresse verso la vita politica e sociale, queste hanno subito il peso delle decisioni prese da pochi potenti, che invece avevano avuto l’accortezza di sfruttare il disinteresse e l’indifferenza della gente. È anche così che sono nate le dittature.
Corsi e riscorsi storici. Si. Anche oggi viviamo una situazione analoga.
Sicuramente schiacciati dai mass media, crediamo che nulla possa essere destinato ad un cambiamento. Ormai non riusciamo neppure più ad illuderci di fronte alle promesse dei vari candidati di turno.
Ma cambiare è possibile. Davvero.
Ci si può sottrarre una volta per tutte dall’ottica spietata ed ingannevole del “non si muove foglia che Dio non voglia”. Dobbiamo capire che un cambiamento, se deve esserci, deve provenire da noi stessi. Dai liberi cittadini. Solo riunendo le capacità, le attitudini, le competenze, la forza di volontà di tutti, si può cercare di sovvertire quest’ordine di cose.
C’è bisogno che tutti noi riusciamo a responsabilizzarci, che i miei coetanei capiscano che il futuro ci appartiene e che dobbiamo essere proprio noi a gestirlo.
La politica si può cambiare solo con la politica, è questa l’unica strada percorribile. È il momento di allontanarci da quei modelli che ci sono stati tramandati dai vari politiconi di turno. Oggi bisogna riscoprire il vero senso della politica, quella che nobilita l’uomo, non lo strumento per soddisfare la propria fame di potere.
Il mio vuole essere quindi un invito, verso chiunque si riconosca in questa visione ottimistica della società, a rimboccarsi le maniche.
Perché come diceva Battiato in un suo celebre brano: “Non è tempo di scherzare, rimettiamoci la maglia, i tempi stanno per cambiare”.

d.f.

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1 commento:

Anonimo ha detto...

Caro Nunzio, anche se la situazione del nostro paesino versa in condizione pessime e i motivi per scoraggiarsi sono tanti, ti volevo invitare a continuare a lottare per i diritti di tutti, perchè ogni comunità a bisogno di teste pensanti.
In questo momento in cui l'Italia si trova in una profonda crisi sia economica che culturale, i liberi pensatori sono rimasti davvero in pochi. E anche se alcune volte ci si sente soli a lottare contro un nemico troppo grande, contro un male che è radicato nella nostra società, è proprio allora che si deve trovare la forza per rinnovare il proprio disappunto, per continuare a combattere e credere nelle proprie idee. Nunzio, vai Avanti!
un compagno